Il contesto di riferimento e di ideazione del progetto è il mondo dell'associazionismo e della cittadinanza attiva praticata sul territorio salentino della provincia di Lecce con le sue 2.261 realtà associative censite. Il variegato mondo dell'associazionismo – quella parte di società civile che concorre e partecipa attivamente alla produzione di sfera pubblica e utilità sociale – rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio, portatore di interessi e bisogni che la politica da sola non riesce a intercettare e soddisfare. Basti pensare che il volume economico, in termini di servizi alla persona, alla cultura e quindi allo sviluppo, mosso dall’intero volontariato salentino viene stimato (per difetto) in 77 milioni di euro. Questo dimostra che anche sul fronte economico la sussidiarietà funziona a dispetto delle decisioni politiche che tagliano i trasferimenti ai Comuni. Una così alta presenza del volontariato e dell'associazionismo dimostra, inoltre, che la società ha già in sé il germe della democrazia matura e della cultura della responsabilità, nonostante la presenza di segnali opposti che ci indurrebbero a credere ad una società fatta soltanto di illegalità, utilitarismo e fatalismo. 

Purtroppo, la marginalizzazione di questa risorsa e la mancata capitalizzazione del valore aggiunto rappresentato dall'azione della società civile rappresentano fattori di debolezza rispetto alla crescita generale ed è qui che interviene il progetto con la creazione di un laboratorio permanente di cittadinanza attiva, aperto a giovani desiderosi di intraprendere un percorso di crescita individuale e collettiva di cittadinanza consapevole e solidale, con la messa in rete di esperienze e risorse provenienti dal mondo dell'associazionismo e del volontariato attivo più largamente inteso che, se non adeguatamente promosse e trasmesse, rischiano di andare disperse. Ogni iniziativa prodotta dalla società civile ha infatti contribuito a veicolare un messaggio, captato bisogni e istanze reali delle comunità locali, un po’ come la medicina rispetto a un male diffuso, generato dal gap di crescita economica e sociale presente nelle regioni rientranti nel programma UE “Obiettivo Convergenza” come la Puglia.

Dare atto dell'esistenza di tale apporto, restituire lustro e merito al ruolo positivo esercitato dal privato sociale (spesso ignorato o addirittura negato in termini di risultato) rappresenta un'occasione di svolta necessaria per mettere in sicurezza processi virtuosi di cambiamento in grado di produrre utilità pubblica e benessere sociale. La diffidenza e il clima di sospetto verso chi si avvicina alla pratica della cittadinanza attiva è indice di scarsa conoscenza diretta della capacità di generare entusiasmo e fiducia nell'altro, elementi essenziali per attivare un sistema plurale di relazioni solidali. L'elaborazione dell'esperienza dell'accoglienza di gruppi e comitati locali sperimentata nel tempo dall'associazione presso il “Celacanto”, ci ha permesso di osservare le potenzialità di questo spazio in termini di animazione e circolazione di nuove idee, e di coglierne l’importanza sul territorio, presso la comunità. Il Celacanto ha già fatto da contenitore e incubatore di esperienze che, in diversi casi, si sono tradotte in eventi culturali e iniziative dalla risonanza provinciale e persino regionale. Tuttavia, l'impossibilità di utilizzare l'immobile durante tutto l'anno, per l’assenza di riscaldamento e di servizi igienico-sanitari adeguati, ha fortemente limitato il naturale sviluppo di tale processo partecipativo, penalizzando di fatto la verifica sul campo delle dinamiche di relazione e la capacità dei soggetti coinvolti di fare rete, accrescere la percezione del bene pubblico e la capacità di produrlo.