Avevo bisogno di una piccola pausa ristoro, pensai al thè fresco con tanto limone difronte al mare. Il localetto giù, in fondo sul porticciolo faceva al mio caso.  Fu esattamente allora che conobbi Giulio mentre mi veniva incontro con la chioma sale e pepe a ciocche sugli occhi, “ciao, sono Giulio ma che è questo inquinamento?” Un brutto periodo per il litorale serraiolo…

Schiena dritta, fare diretto, con gli occhi spalancati sulla vita.  Mi ricordo, che riconobbi in lui il portamento tipico del cittadino attivo e dissi tra me e me: “questo ha tutto l’aspetto della sarìca con la coppula tisa… E fu così che ci trovammo qualche anno più tardi a condividere un pezzo di strada insieme, immersi in un piccolo angolo di paradiso tra una chiacchera e l’altra alla romana, a raccontare di vicende vissute nella vita dei comitati di quartiere e Giulio veniva dal Malagrotta.

Passarono così due mesi che ispirarono il nostro “cantoniere per un giorno!”. Prendersi cura del Celacanto come allora, con spensieratezza e allegria: io pulendo e sistemando qua e là, lui con il suo angolo del “riuso creativo”, a inventare elementi in legno per il bene comune. Con Brizio, presto, fu naturale vederli uno affianco all’altro: Brizio, prudente sul riflessivo e Giulio l’impetuoso creativo. Un’accoppiata vincente!  

Se il Celacanto è diventato bene comune, uno po’ di merito è anche il suo ed è per questo che le sue più belle creazioni sono qui, al Celacanto a testimoniarlo.

Mobile da cucina da legno recuperato - realizzato da Giulio Spaziani