L’associazione Tregiriditè ha appena lasciato la Gallery e già ne sentiamo la mancanza in attesa di incontrare la prossima realtà che si occuperà di servizi di promozione culturale e turismo.

L’ultima iniziativa proposta per noi di vedere un film documentario con cui gli amici dell’associazione ci hanno salutato è stata una grande opportunità di conoscenza e di avvicinamento al dramma ancora attuale del popolo Saharawi. L’atmosfera raccolta e la qualità del documentario scelto per questa occasione ci ha maggiormente convinti della buona causa che anima l’impegno dei ragazzi che militano nel gruppo.  Colpisce la grande passione e le amorevoli cure che tutti dimostrano verso Addad, il vero protagonista di queste giornate saharawi e la testimonianza più autentica e più riuscita della loro avventura di cooperazione partecipata dal Sahara al Salento. Vederlo circolare in questi giorni tra noi e interagire con tutti ci ha insegnato davvero tanto e capisco Giuseppe quando dice, con il sole negli occhi: “i primi beneficiari del tempo che spendiamo in associazione siamo noi, ci viene tutto restituito, come persona mi sento realizzato!” E’ proprio questo lo spirito della Gallery della cittadinanza attiva: trasmettere e diffondere il valore di questa scelta individuale che genera bene comune. Il messaggio è certamente arrivato alle orecchie e al cuore dei ragazzi che frequentano il G. Comi.

La capacità di Tregiriditè di generare connessioni di interesse e rispetto della diversità, coltivando un punto di vista plurale e attento ai più deboli è la motivazione del nostro osservatorio e quindi, della nostra selezione. Essere solidali verso altri popoli genera apertura verso gli altri e aiuta ad abbattere i muri che costruisce il pregiudizio e la retorica del “tanto non serve a niente” tipica del brutto immobilismo civico.

C’è da dire che aprire le danze con loro è stato per noi di Coppula Tisa, quasi naturale, alcuni dei nostri sono sostenitori della prima ora del popolo saharawi e dell’associazione guidata da Agnese e Alberto. Sapevamo che molte cose della Gallery sono ancora da migliorare, ma il bello che arriva piano piano è sempre il frutto di un’attenzione e di un confronto diretto e costante con lo sguardo dell’altro, materiale prezioso per la nostra “comunità per azioni”. 

 Il primo benvenuto da parte nostra è stato curato nei dettagli, volendo creare da subito, un clima accogliente e familiare, a detta di Grazia, ci siamo riusciti. Ad essere coinvolti più di una decina e tutti sorridenti. Alcuni di loro li abbiamo conosciuti in questa bellissima occasione ed è stato importante entrare in relazione con loro.     

Cosa è rimasto di questa piccola esperienza di cooperazione al Celacanto e del tempo che abbiamo condiviso insieme? A parte il gradito omaggio della tipica teiera del thè, che ci ricorderà di loro al Celacanto, i loro colori, e il loro impegno costante nella ospitalità a scopo sanitario e umanitario, ci lasciano anche scenari futuri di reciprocità e scambio a sostegno della nostra sussidiarietà orizzontale.