Il giorno del benvenuto è stato un vero arrivo con un prezioso carico di frutti e di colori. Anche questo giorno si è fatto attendere per un classico disguido prontamente gestito, da perfetti veterani del mestiere. Il senso di una Città Fertile, qui al Celacanto è arrivato tutto, accompagnato da una pratica dello stare insieme molto naturale, di sincera e reciproca voglia di conoscere.  Le due figure maschili: Rino e Fedele, a parer di tutti gran belle teste, sono stati i conduttori e le due anime di questa esperienza di sguardi, mentre con la presenza e le donne di questa realtà associativa è stata fertile sinergia, si è parlato del luogo e registrato comuni percezioni di un vedere e di un immaginare scenari e prospettive. Man mano che si attraversa questa esperienza di socialità e di scambio, si raccolgono utili indicazioni che, piano piano, tutti insieme, si mette a fuoco ed ogni nuovo punto di vista, qui, diventa patrimonio immateriale di idee e consigli. 

A cornice di questi giorni l’immagine più bella: piccole creature e giovani famiglie. E’ incredibile quanta gioia e ottimismo sono capaci di infondere gli sguardi e i sorrisi di questi piccoli ospiti, prendercene cura con Agnese e accoglierli, è stata una grande occasione e spunto di osservazioni utili per questo spazio. Le composizioni che hanno addobbato il tavolo della cena non potevano che essere gioiose macchie floreali in sintonia con l’aria generale che si è respirata nell’arco di questi giorni; sarà per questo che Giuseppe, l’architetto della ristrutturazione, ha colto di buon grado il nostro invito scoprendosi a proprio agio con i colleghi e grandi esperti di tecniche di progettazione dal basso. Alla cucina Biagino in doppia veste anche di reporter in collegamento via cavo da Milano… vedremo!! L’energia prodotta in questi giorni ha avuto nella creatività il suo motore, persino i ragazzi dell’Istituto Salvemini di Alessano hanno ammesso la quantità di cose belle che hanno percepito dal racconto di Rino, Francesca, Donata e Fedele e forse un po' dalla Gallery in generale.

A rendere forse così intensa questa breve e reciproca conoscenza l’opzione pernottamento offerta dalla Gallery per il bene comune, il tempo si è così dilatato a vantaggio di tutti, lasciando dietro di sé il desiderio di ritrovarci. L’idea di paesaggio fatto di persone ci accomuna, così come la consapevolezza di un’idea nuova di cittadinanza rigenerativa in ricordo comune di Guglielmo. Guardare, volgere lo sguardo, immaginare, osservare e riflettere sono il seme della crescita collettiva. Gli architetti o i paesaggisti in generale con queste abilità sono una vera risorsa per una comunità. Cosa ci è rimasto di questa esperienza? Un buon contatto grazie a Rossella per rintracciare Sergio de Il Vagabondo con cui tutto è iniziato, due manuali di pratica della bellezza in dono al Celacanto, una mappa dell’immaginario possibile, un percorso da intraprendere insieme intrecciando saperi di sguardi, post-it a più colori di una ricetta comune possibile che generi ancora bellezza da scoprire e vivere insieme, piano piano e in fine: un sicuro arrivederci.