Al Celacanto si parla e si pratica bellezza. Apparecchiare e allestire lo spazio è un esercizio utile per la cura del dettaglio. Bravi Antonio, Raffaella e Gianluigi e tutta la squadra della falegnameria del riuso. Per la cena del benvenuto si prenotano a tavola altre associazioni: segno che i nostri ospiti erano attesi non solo da noi.  Felici di incontrare l’associazione Diritti A sud, Agnese, Alberto, Lara e il nostro ammiraglio Carlo Mirabello. Di loro si è parlato, lo ha fatto Tiziana con la sua inchiesta sul caporalato per Telerama, lo ha fatto Angela, Andrea, Elisa, Nunzia e Juliet con “tutti nello stesso piatto” una rassegna di video-documentari intorno al cibo che mangiamo. Fu questa la felice occasione. D loro, ci colpì tantissimo la storia e quella strana  luce negli occhi. Quella sera, ci lasciammo all’uscita del cinema, con la promessa di rivederci. E così è stato.

E tutti davanti allo stesso piatto, preparato per noi da Biagino e Silvia, si è cenato e brindato al diritto al lavoro e in generale all’etica che guida le azioni. Rosa è la portavoce di questo fantastico gruppo che davanti al brutto, non è certo rimasto con le mani in mano. E’ lei a comunicarmi, infatti, che da giorni hanno ricevuto in gestione la strategica Masseria Boncuri, e che tutta la squadra è in prima linea nel suo recupero.  Ci si riaccorda per i giorni a seguire e tra una chiacchera e l’altra ci si scambia tante cose, le difficoltà che via via si incontrano, le gioie e le soddisfazioni che comunque piano piano si raggiungono e con esse la voglia di fare e di crescere.

Ci colpisce l’umiltà e la fierezza tipica di chi si fa protagonista di cambiamento, di chi tocca, giorno dopo giorno, con mano, quel patrimonio aggiunto di piccoli risultati che si susseguono a catena nell’impegno costante.  La loro autonomia ci sa di autodeterminazione e di rispetto naturale per i confini dell’altro. In una parola: di libertà.  Mussa è uno di loro, un bellissimo ragazzo del Sudan, espulso da casa per gli orrori di una guerra civile ancora in corso. I suoi occhi di un nero profondo parlano più di mille parole e una luce in fondo al suo sguardo ci racconta del riscatto che, lui e i suoi angeli aretini, stanno vivendo con la loro produzione di salsa. L’incontro con le scuole cade all’indomani del referendum sulla Costituzione. Viene a conoscerci una quarta del Liceo Classico Stampacchia, e neanche a farla apposta, Angelo ci racconta di diritti fondamentali violati e poi riscattati in una rigorosa sequela di azioni contro lo sfruttamento e la riaffermazione della dignità della persona. Nel racconto di Paola, appena ventenne, l’esempio di Angelo, ci dice, è stato per me determinante. Parole che arrivano dritto al senso civico e alla bellezza dell’essere un tantino più adulti, portatori sani, quindi, di buon esempio. Sfrutta zero! è un monito, un prodotto, un auspicio e un sicuro esempio di come si può fare rivoluzione costruendo bellezza!