Creare ponti di solidarietà e accoglienza è anche il senso di questa attività, lo facciamo con un approccio innovativo, orientato alla ricerca di pratiche sostenibili di cittadinanza attiva e lo facciamo osservando, allestendo, aprendo lo sguardo, valorizzando e portando a sistema le esperienze altrui che fanno di questo luogo il nostro centro ideale di contaminazione e diffusione di nuove prassi. Il bello del Celacanto è proprio questo: stare insieme, condividere e intrecciare percorsi di comunità.

L’incontro con gli amici di Magna Grecia Mare, era nell’aria particolarmente atteso, sin dal primo momento ho riconosciuto nel loro appassionato percorso tutto il fascino e l’utilità del simbolo con la sua portata evocativa autentica…il terreno ideale per una narrazione: la storia di un gruppo di amici uniti da una visione intelligente che, con tenacia, piano piano, diventa rotta di viaggio, esplorazione, conquista, propulsione inarrestabile. In fondo all’orizzonte una stella, Venere, la dea della bellezza e dell’amore.  Un caso, o come preferirebbe Antonio, una provvidenza? Un disegno? Forse. Sappiamo cosa genera la bellezza e sappiamo riconoscerla quando si presenta con la sua ebbrezza che pervade l’aria, come in questi giorni.

L’atmosfera al Celacanto, è stata davvero raccolta, le persone giuste, la giusta luce e tante risposte. Il materiale di immagini, suoni e poesia che abbiamo visto nella serata di arrivederci è stato interessante e per tutti commovente, segno che le belle esperienze segnano e rimangono nel cuore e negli occhi dei loro protagonisti, e vien voglia di raccontarlo e a noi di ascoltarlo e condividerlo.

 Il disorientamento del pulman della Scuola lungo la rotta verso il Celacanto ci ha regalato un po' di allegria e il sorriso da buon marinaio di Salvatore. Ad accogliere gli studenti e due insegnanti del Classico: noi e parte della delegazione di bordo della associazione Magna Grecia Mare. A raccontare del Porto di Tricase, del suo risveglio, Antonio, che, da buon narratore, ha instillato nei ragazzi l’idea di orizzonte verso cui guardare e grazie al quale apprendere, il coraggio e la forza di una visione e il bello di osare la bussola in testa. La cultura e la tradizione del mare ci appartiene anche da cittadini: messaggio arrivato!       

Dal benvenuto di convivio per tutto l’allestimento, per tutti i cinque giorni ha albergato un senso comune di soddisfazione generale. Ci ha unito il senso e la voglia di bello e il reciproco bisogno di incontrarci, di fare dialogo, di ritrovarci nelle gioie e nelle difficoltà che questo percorso di cittadinanza attiva ha comportato e comporta. Carlo è il nostro “Mirabello”, Ammiraglio anche in cucina, con un senso spiccato di insieme, scoprirlo fratello della regina dei nodi: arte paziente di intrecciare, non a caso ci ha annodati fino all’ultimo abbraccio a chiusura della Gallery.

 Cosa ci rimane di questa felice residenza? L’orizzonte possibile, un patrimonio ben custodito dei valori della tradizione marinaresca, l’Immagine di un veliero carico di verso nuovi approdi e nuovi racconti, la familiarità di questa accoglienza, la voglia di essere un po' più marinai, un libro per la lettura comune, una fornitura di cucchiai di legno per le prossime cene sociali e un intreccio artistico di cime robuste che ci ricorda di questo felice buon vento!