E’ stato il tempo degli omaggi. Il primo ad aprire la serie quello a Franca Rame. Fu il lato milanese di Brizio e la lunga amicizia con i talentuosi fratelli Scheriani a generare quella che ricordo la prima ospitalità solidale ispirata all’ANIMA del teatro. Del teatro ho subito sempre il fascino del dietro le quinte e il Celacanto in quella residenza un po’ artistica aveva tutto il fascino di una quinta.  Albergava  un disordine se vogliamo creativo, e un tempo fatto di piccoli rituali e momenti scanditi dalle prove dello spettacolo scritto e pensato per  Franca e il mitico Fo. C’era un rigore in quelle presenze sceniche, ogni tanto si aggirava sinuosa e un po’ vagamente altezzosa Nicoletta Mandelli.  Era certamente lei la regina “Alle Colonne di Milano”, ne aveva tutto l’aspetto. Paolo, l’autore, si dilettava a confondere le acque tra arte, impegno e piacere. Fu Paolo a instradarmi sul senso della pratica solidale e fu grazie alla loro compagnia che incontrai Margò.  Un’altra figura che si intrecciò a noi e al Celacanto di quelle che lasciano il segno, anche solo al passaggio. E di passaggi furono due. Quella sera, il piccolo palco in pineta firmato Brizio, sembrava fare il verso ai prestigiosi palchi dei Teatri milanesi ma  nel suo piccolo, dignitosamente, regalava lo stesso effetto. Quella  serata ero certa, nessuno dei presenti l’avrebbe dimenticata. Sentivo nell’aria in quella atmosfera scanzonata e umanamente carica la presenza di Franca. Avevo la sensazione che lei avvertisse nella suggestione di quel piccolo e improvvisato angolo di teatro la dichiarazione di stima che tutti, proprio rutti, compresi gli attori le offrirono in cambio.

Da lì a poco altri omaggi seguirono…

Omaggio a Franca Rame e Dario Fo