L’arte della partecipazione è un impegno verso se stessi, è un fatto di coerenza e un modo di sentirsi e di agire che ci porta a dire: facciamo la cosa giusta. L’arrivo degli amici di Casa delle AgricUlture è stato tra i più attesi di tutti per noi e per questo luogo. E’ un fatto di memoria e di affetto condiviso che rigenera e contamina. Un vero e proprio laboratorio a cui si unisce anche una realtà dell’Adelfia.  

Con Donato e Tiziana ci siamo conosciuti e incontrati subito dopo l’Alba del Mito, un evento che ha segnato l’inizio di quello che Coppula Tisa lancerà come il primo condono morale della storia salentina insieme a un nuovo patto privato tra cittadini e Istituzioni. Nasce così l’idea di un Parco della Cittadinanza Attiva e la rappresentazione della nostra utopia quella di una Cittadinanza più attiva e più solidale verso il bene comune che è nella Bellezza e nella creazione di una comunità più giusta.

Una contaminazione reciproca di talenti e visioni, la nostra collaborazione con gli amici di Castiglione d’Otranto una piccola frazione di Andrano con cui condividiamo percorsi e un importante pezzo di strada.

“Io non la rifiuto” è stata la nostra prima comune battaglia contro l’indifferenza a favore dell’autodeterminazione, da cittadini con la coppula certamente tisa, fieri e orgogliosi di poter dire: “ la bellezza non si rifiuta!”, io “mi bonifico” con una raccolta fondi per la prima rimozione collettiva di una discarica di rifiuti a Tricase. Tiziana iniziava per noi il suo brillante percorso come giovanissima addetta stampa, la prova che l’esperienza che si sceglie di fare sul campo in una associazione a volte ci guida e ci indica la strada. Come cittadini ci sentiamo fieri, orgogliosi e fratelli. E questo senso di fierezza ha pervaso in questi giorni l’aria al Celacanto, il lenzuolo in allestimento appeso sulla parete della Gallery testimonia la presenza di una nuova utopia da riconoscere e tutelare, quella dei Frutti Minori: un bell’esempio di cittadinanza attiva da incoraggiare e sostenere e che a detta dello stesso Donato è un tributo alla Terra e allo spirito vitale del Grano.

Piano piano viene il bello è il nostro detto! Lo aveva capito Guglielmo seminando affianco a noi, generando politiche solidali verso il futuro, che si vuole negato, di una intera generazione di giovani animati di coraggio e voglia di fare. I fatti ci rendono oggi più maturi e consapevoli.

 La fertilità e una certa affinità di spirito, unita alla volontà di trasmettere e di apprendere, produce sempre passi avanti, evoluzioni. Il Celacanto è un po' crocevia e il testimone attendibile di questo instancabile via vai. Quanta dedizione e quanto sapere c’è dietro la spiga di un grano! E quanta bellezza! Mangiar bene vuol dire pensare e comunicare bene, anche le due classi del Salvemini, grazie al racconto di Donato lo hanno capito e interiorizzato.

Cosa ci rimane di questa residenza? Tanto.  L’aver fatto conoscenza di Tullia e Gino i precursori di una rinascita agricola e la loro resistenza, il piacere di aver rivisto e ritrovato Donato in compagnia di Fulvio, la conoscenza di nuovi compagni di viaggio come Rocco, Antonio, Maurizio, Giusi e Valentina, la speranza negli occhi di Salvatore e Rosario, la lezione di Marco e la sua voglia di musica, la manifesta gratitudine dei docenti, un nuovo progetto in comune: un vivaio per nuovi semi che daranno frutti per pensare, una raccolta di testimonianze sullo spirito del Grano da aggiungere alla nostra collezione di CD e al nostro breve film sulla Bellezza! 

Anche la piccola dispensa del mercatino del “Celacanto” si è arricchita di un nuovo prodotto di qualità da sostenere e suggerire per cene future e in alto sulla bacheca un appello alla raccolta di fondi per l’acquisto collettivo di un mulino, il nostro arrivederci.