A rappresentare la realtà dell’Orto dei Turat è Mino accompagnato da Domenico, l’anima artistica del gruppo. Non vedevamo Mino dai tempi della rinascita dopo il distruttivo incendio ai danni dei Tur’at. Verso i protagonisti di questa buona pratica sul territorio di Ugento, sin dai suoi esordi, abbiamo manifestato un senso di solidarietà e un grande apprezzamento. Per i più vecchi di noi già ai tempi del presidio sullu Puzzu.  L’idea di un laboratorio permanente sull’approvvigionamento dell’acqua ci ha entusiasmato e incuriosito molto e in più, un bel circolo di menti e saperi da incontrare e conoscere. C’eravamo anche allora quel giorno, un motivo in più per ritrovarci oggi, a raccontare e trasmettere il valore di questa straordinaria esperienza nella Gallery.  Mino ha preso un treno apposta da Milano per rispondere all’invito. Sarebbe venuta anche Milena, ma un lutto in famiglia, l’ha tenuta fisicamente lontana. La cena di benvenuto è stata una piacevole e tranquilla serata in compagnia, per l’occasione, di Eleonora e Giuseppe, cittadini attivi e nostri amati fornitori di tonno: quello prodotto, per noi, dalle Mamme del Borgo Pescatori.

A conoscere Mino: una classe quinta dello Stampacchia, una delegazione di studenti con la coppula davvero tisa che, in questo luogo, a parer nostro, ha lasciato una bella impronta. Una storia nella storia che ha segnato un momento importante di cittadinanza attiva e un bell’esempio di protagonismo e iniziativa autonoma che ci ha restituito una sensazione di rinnovato benessere e una grande speranza. La quinta D del Liceo Stampacchia ha Sara come sua portavoce. Una giovanissima donna di Morciano che ha, subito, quasi all’istante, catturato la mia simpatia su whatsapp.  Chi l’avrebbe mai detto che l’empatia passa anche così!?!  Nessuno voleva scavalcare nessuno questo era nell’aria, ma tutto è accaduto spontaneamente. C’era l’opportunità di una data non ancora coperta, la data prevista per Mino. Una bella opportunità di cui i ragazzi non avrebbero potuto beneficiare nonostante la copertura dei costi per la loro corriera. Il desiderio di incontrarci, noi da una parte, e loro dall’altra, non ci ha impedito di ritrovarci fuori dall’orario scolastico, dimostrando carattere e un senso alto dell’istituzione scolastica che ho colto in loro a partire dall’audizione con il Preside. L’iter di approvazione definitiva giunge poi al docente, in quanto titolare dell’ora didattica in questione. Una faccetta triste irrompe sul mio whatsapp, ore dopo. Capisco immediatamente che l’insegnante come in sua facoltà aveva dato loro parere contrario. Ma da questo momento viene il bello. Dopo una prima comprensibile reazione di sconforto, senza darsi per vinti, ci comunicano una decisione risoluta e collettiva. Prenderanno quel bus, direzione Celacanto, fuori dall’orario scolastico. Come direbbe Mino, senza essere secondi a se stessi e curiosi di fare la nostra conoscenza. E’ inutile dirlo: è stato un appuntamento davvero speciale e una gran bella lezione per tutti, nel perfetto spirito di questo luogo e la sua storia.

Per il futuro vorremmo che il Celacanto fosse presidiato da questi buoni esempi capaci di iniziativa e proposta. Lo spazio c’è ed è accessibile a chi si dimostra capace di prenderlo e di curarlo. E tutti i celafriends Stampacchia, della, a noi nota, V D, siamo sicuri, lo hanno compreso e ci aiuteranno a farlo comprendere un po' anche agli altri. Il nostro arrivederci è già un appuntamento. E come nei migliori dei percorsi già si intravede, all’orizzonte, il bello che verrà. Piano, piano.  Gran bella storia nella storia dei Tur’at!